Caso Ranucci, Torchiaro: “La Rai ne esce a pezzi”

Romina Caprera
Cronaca
28/08/2026

Il caso che coinvolge Sigfrido Ranucci continua ad alimentare interrogativi sul futuro di Report e, più in generale, sul ruolo della Rai nella vicenda. Tra accuse, questioni legate al futuro professionale del conduttore e gli interrogativi sull’esplosione di un ordigno davanti alla sua abitazione, restano diversi aspetti ancora da chiarire. Ai microfoni de Gli Inascoltabili è intervenuto Aldo Torchiaro, giornalista de Il Riformista, che ha analizzato i punti più controversi della vicenda.

“La Rai ne sta uscendo a pezzi”

“La Rai ne sta uscendo a pezzi da questa vicenda, questa volta più che mai dimostra di essere un’agenzia controllata, come è noto, a controllo governativo. Questo lo dico perché in un’azienda vera, persino di commercio ittico, uno come Ranucci sarebbe durato un’ora, non avrebbe avuto nemmeno più il potere di chiamare l’ascensore con un dito. La Rai la paghiamo noi tutti con i soldini che ci prelevano dalla bolletta della luce.”

Le 240 cause e il nodo del demansionamento

“Lo sapete che Ranucci dice di aver subito 240 cause e di averle tutte vinte? Questa è una bufala clamorosa, perché queste cause sono state ammesse alla mediazione civile. I legali della Rai non vanno in giudizio semplicemente perché trattano tutti i querelanti.

Ranucci e i suoi legali dicono che è tutto un demansionamento. Se va a fare il vicedirettore di Rai News, come gli è stato proposto, è un’umiliazione; se va a Rai 3 è una diminutio. E tutto quello che va sotto la voce demansionamento è molto temuto dal tribunale del lavoro.

La Rai intanto indora la pillola della sostituzione mettendo magari uno dei suoi, ma se Ranucci è il disastro, non è che puoi mettere Mottola o Autieri, perché sarebbero il vice-disastro.”

La bomba e gli interrogativi ancora aperti

“Le questioni rimangono ancora aperte, ma la bomba chi l’ha messa? Chi è il mandante del mandante? Ranucci non si è costituito parte civile nel procedimento, continua a non denunciare Valter Lavitola: è questa la situazione incredibile. Poi tutta la polemica politica che seguirà è un contorno, ma chi diavolo ha voluto mettere quella bomba sotto casa sua e perché?

Ci sono tantissime cose da chiarire, come la società ittica di commercio del pesce aperta nel 2004: con chi lavorava? Sono tanti i gialli di questa vicenda che vanno capiti e chiariti.”

I rapporti con Lavitola e le domande su Report

“Io ho visto Ranucci a cena con Lavitola e, puntualmente, due, tre, quattro mesi dopo la tavola imbandita vedevo imbandire un servizio su Rai 3. Venivano ispirati a casa di Lavitola i servizi di Report? Io spero di no. Report si è prestato a fare da megafono a varie operazioni, ma Lavitola non era la sua cabina di regia.”

I 21mila euro e un altro interrogativo

“Lavitola mi risulta aver speso 21mila euro circa per capire come scrivere questo sondaggio su Ranucci, sono un sacco di soldi usciti con una leggerezza incredibile. Io non credo che Lavitola sia il nuovo Licio Gelli, penso che sia stata la mano di qualcos’altro.”