Cisint: “Partito islamico a Roma? Deriva pericolosa”

Nicola Caprera
Cronaca
17/11/2025

Anna Maria Cisint, europarlamentare della Lega e già sindaca di Monfalcone, interviene ai nostri microfoni sul dibattito esploso dopo l’annuncio della nascita di “MuRo27 – Musulmani per Roma 2027”, il movimento che intende presentarsi alle prossime elezioni capitoline.

Un tema che Cisint conosce bene: già durante il suo mandato a Monfalcone si era scontrata con organizzazioni islamiche locali, arrivate a proporre una lista autonoma alle comunali. «L’esperienza fatta a Monfalcone aveva preannunciato che si sarebbe ripetuta» dice. «La lista islamica lì non è entrata in consiglio solo per una questione di numeri. È solo questione di tempo: in alcuni luoghi i numeri sono a loro favore».

Secondo Cisint, il nuovo progetto politico partito da Roma si inserisce in una dinamica più ampia: «Loro vogliono prendersi l’Italia e lo fanno con le modalità che l’islam politico ha nelle sue corde. Dopo il tentativo a Monfalcone guidato dalla frangia più estremista, ora si riparte dalla capitale».


“Roma è il centro del cristianesimo: il rischio è la deriva liberticida”

Il cuore delle preoccupazioni dell’europarlamentare riguarda la natura stessa della proposta politica: una lista confessionale basata sull’identità religiosa. «Roma è la città del cristianesimo, il punto centrale nel mondo» afferma. «Un partito composto da soli musulmani rappresenta una deriva con una visione liberticida. Loro portano il Corano, la sharia, vogliono sovvertire il governo e annientare i nostri diritti, a partire da quelli delle donne».

Cisint cita anche «report dell’intelligence» che descriverebbero un islam politico in espansione. «Quando ho chiuso le moschee irregolari a Monfalcone ho ricevuto minacce di morte, ora sono sotto scorta. Non dobbiamo sottovalutare ciò che sta accadendo».


Moschee, finanziamenti stranieri e il “ventre molle” europeo

L’europarlamentare allarga poi lo sguardo al contesto continentale: «L’Europa è vista dall’islam politico come il ventre debole. Accadono cose che in altri luoghi non sarebbero possibili».

Cisint porta l’esempio della Francia, dove — sostiene — «le moschee vengono finanziate con fondi provenienti dal Qatar senza tracciabilità» e dove gli imam «possono portare avanti il loro lavoro senza controllo».

Il tema, per lei, non è religioso ma politico: «L’islam politico è il vero obiettivo. Questo è quello che dicono gli stessi report, e non è tollerabile».


Il caso Padova e la questione delle moschee irregolari

L’ex sindaca annuncia poi una sua tappa a Padova, dove è aperto lo scontro su un centro di preghiera dichiarato irregolare: «Il sindaco non vuole chiuderlo e i cittadini sono esausti. Dopo la verifica, non ha voluto rispettare la legge e questo è sbagliato».

Cisint collega la questione alla sua esperienza amministrativa: «Io ho visto cosa significa moltiplicare i figli, far sposare le bambine, trasformare i ragazzi in sostenitori dell’islam politico».


Le proposte della Lega: dal velo integrale ai controlli sulle moschee

Infine, l'eurodeputata anticipa alcune misure su cui Lega e gruppo dirigente starebbero lavorando per quanto riguarda il divieto del velo integrale nei luoghi pubblici e delle regole più stringenti per l’apertura e il funzionamento delle moschee.

«L’islam non ha un’autorità centrale, non c’è un contratto, non ci sono regole condivise. Per questo stiamo predisponendo misure per tutelare il nostro Paese».