Strage a Modena, via alle indagini su Salim El Koudi

La città di Modena è ancora profondamente scossa da quanto accaduto sabato 16 Maggio, quando un uomo di 31 anni, Salim El Koudri, si è lanciato a bordo della propria auto a forte velocità travolgendo diverse persone. Un gesto improvviso e violento che ha provocato morti e feriti, aprendo immediatamente una fase di indagine complessa per chiarire dinamica e motivazioni.
Nel frattempo, resta forte lo choc tra i cittadini, divisi tra rabbia, richiesta di maggiore sicurezza e momenti di grande solidarietà verso le vittime, come dimostrato dalla fiaccolata organizzata in città.
A raccontare il clima che si respira in queste ore è la giornalista della Gazzetta di Modena, Stefania Piscitello:
“I cittadini di Modena sono ancora molto spaventati e si stanno ponendo tante domande. Da una parte c’è chi è molto arrabbiato e quindi chiede più controlli, dall’altra c’è la risposta che si è vista ieri sera con una manifestazione di solidarietà per le vittime di questa tragedia.
C’è un’immagine che ritrae degli uomini stranieri che hanno bloccato El Koudri, intervenuti nonostante il 31enne fosse armato con un coltello da 20 centimetri. Si sono subito attivati, lo hanno colpito e uno di loro è rimasto anche ferito.”
Le indagini e la posizione dell’indagato
Sul fronte investigativo, l’uomo è stato fermato e portato in Questura. Al momento non ha fornito dichiarazioni, limitandosi a dire di essere confuso e che non avrebbe voluto fare del male. Inoltre, la difesa di Salim El koudi ha comunicato che chiederà la perizia psichiatrica.
“Sabato subito dopo i fatti l’uomo è stato portato in Questura ma non ha parlato, ha semplicemente detto di essere confuso. Intanto è stato nominato un perito: sabato, dopo i fatti, la Digos è andata nella sua abitazione, ha perquisito la casa e sequestrato cellulare e computer. Da questi elementi si potranno avere risposte più precise su ciò che è accaduto nelle fasi precedenti al gesto.
Al momento quello che si sa è che dal 2022 al 2024 è stato in cura presso il CSM, poi non ci sono stati più contatti particolari. Abbiamo parlato anche con la sindaca del paese dove risiede: dal punto di vista dei servizi sociali non risultavano segnalazioni. L’uomo, al momento, è indagato per strage e lesioni aggravate.”
Il clima in città
“Dalle percezioni che ho avuto e da quello che si è visto, a emergere è stato soprattutto un abbraccio collettivo: il pensiero è andato più alle vittime che alla caccia all’aggressore. Chiaramente, come accade in questi casi, può prevalere anche la rabbia.”
A questo si aggiunge la forte risposta della città, che nelle ore successive alla strage è scesa in piazza: a Modena circa 5mila persone hanno partecipato a una fiaccolata per ricordare le vittime e stringersi attorno alle famiglie colpite dalla tragedia. Un momento di raccoglimento e partecipazione che ha attraversato il centro cittadino, trasformando il dolore in una manifestazione di solidarietà.