Violenza a Tor Tre Teste: il racconto schock

Nel giorno in cui tutto il Paese celebra il 25 novembre, la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, emerge alla ribalta una delle storie più brutali degli ultimi mesi: lo stupro avvenuto il 25 ottobre al parco di Tor Tre Teste, ricostruito oggi da Giulio De Santis, giornalista del Corriere della Sera, intervenuto ai nostri microfoni.
La ricostruzione dello stupro di Tor Tre Teste
“Torniamo alla notte del 25 ottobre – spiega De Santis – quando due giovani ragazzi si appartano nel parco di Tor Tre Teste, sicuri di non essere visti da nessuno. Dopo pochi minuti gli vengono distrutti i finestrini della macchina da un gruppo di cinque marocchini per un tentativo di rapina. Durante questo tentativo uno dei cinque vede che la ragazza è seminuda, cambia idea e pensa di andare oltre”.
A quel punto la violenza diventa incontrollabile: “Tirano fuori i due ragazzi – continua – e lui sente tutto ciò che lei patisce. Al termine dello stupro, lui ha la forza di darle sicurezza e vanno subito a denunciare. Vengono arrestati in tre (l’ultimo ieri sera a Verona, ndr) mentre gli altri due – tra cui l’autore dello stupro – sono ancora a piede libero. Speriamo che vengano arrestati e condannati con le pene peggiori". Per il giornalista inoltre non esistono attenuanti perché "sono selvaggi, non ci sono altri termini. Vivono in un limbo dove la civiltà è lontana. Erano ubriachi, forse drogati… quindi non avevano la lucidità di capire ciò che facevano, oppure ce l’avevano e hanno deciso comunque di agire in quel modo. Alla vittima questo non cambia niente, perché sia lei che il ragazzo hanno sofferto le pene dell’inferno. È un trauma anche per lui essere stato impotente”.
La questione sicurezza a Roma
“Sicuramente ci sono aree che è bene frequentare con attenzione, ma dire che Roma sia una città pericolosa dove è meglio rimanere a casa è sbagliato. Roma è tranquilla, ma purtroppo esistono luoghi in cui bisogna tenere le antenne alzate”.
E sulla questione migranti irregolari: “Qua parliamo di immigrati clandestini, che sicuramente rappresentano una percentuale del problema. Il punto è affrontare la questione con razionalità: non è possibile concedere l’accesso a chiunque. Quando parliamo di questi temi dobbiamo capire che sono un pericolo reale perché danno modo di far sgorgare la violenza che vediamo nella vita di tutti i giorni”
Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne: dati, contesto e perché serve ancora parlarne
La brutale violenza di Tor Tre Teste esplode nel dibattito pubblico proprio oggi, 25 novembre, data simbolo che ogni anno, purtroppo, trova conferma nei numeri. Secondo gli ultimi dati:
- Ogni 10 minuti lo scorso anno una donna da qualche parte nel mondo veniva uccisa da una persona a lei cara;
- Tra il 1 gennaio e il 20 ottobre 2025 in Italia sono state 85 le donne vittime di omicidio volontario;
- solo una minoranza (circa il 15%) riesce a sporgere denuncia, mentre molte segnalazioni non vengono raccolte o non portano a misure di protezione efficaci.
La giornata del 25 novembre non è solo un rito, ma un promemoria: la violenza esiste, continua, muta e si infiltra nella quotidianità, dalle case ai parchi cittadini. Non basta parlarne una volta l’anno. Serve ascoltare, denunciare, proteggere, intervenire prima che sia troppo tardi.