Grazia a Nicole Minetti: tutte le ombre sul caso

La grazia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti continua a sollevare interrogativi. Negli ultimi giorni un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano ha acceso i riflettori su alcuni aspetti controversi della procedura, in particolare sulla gestione della pratica all’interno del Ministero della Giustizia.
Ai microfoni de Gli Inascoltabili è intervenuto Nello Trocchia, giornalista del quotidiano Domani, che ha approfondito i passaggi legati alla vicenda e il ruolo avuto da Giusy Bartolozzi.
“La storia sui dubbi relativi alla grazia concessa a Nicole Minetti è stata tirata fuori dai colleghi del Fatto Quotidiano. Per quanto riguarda le mie inchieste per il quotidiano Domani, ho scoperto un passaggio importante: all’interno della concessione della grazia a Nicole Minetti, motivata da problemi di salute di un congiunto, la pratica è stata gestita dal Ministero della Giustizia e in particolare da Giusy Bartolozzi, ex capo di gabinetto che poi si è dimessa dopo il referendum.
Noi, nel rispetto dell’inchiesta e del nostro lavoro da giornalisti, abbiamo chiamato Bartolozzi, che però ha buttato tutto sull’ironia, un’ironia che sinceramente non faceva ridere, dicendo di non conoscere né me né il quotidiano Domani. È una vicenda che presenta delle anomalie. I controlli sono stati fatti in maniera molto superficiale e le istituzioni coinvolte non ne escono bene. Nei prossimi giorni continueremo ad occuparcene perché, ora che il Quirinale ha rimesso al centro la questione della grazia, è giusto approfondire ulteriormente.”
“L’incartamento è passato dal capo di gabinetto, inoltre ci sono stati dossier gestiti in maniera sciatta proprio da Bartolozzi, fedelissima di Nordio. Noi abbiamo aggiunto elementi su elementi, a partire dalle vicende Almasri e Cospito, non in una logica per cui ‘siccome si è dimessa allora è tutta colpa sua’, ma per spiegare come questa storia sia stata gestita con grande superficialità. Se si leggono le dichiarazioni dei protagonisti ci si accorge della superficialità con cui è stata gestita la questione, dalla magistratura ai controlli dei carabinieri, controlli che avrebbero dovuto essere supportati in modo diverso. Ora lo stanno facendo, ma in maniera tardiva e soltanto grazie al lavoro dei colleghi del Fatto Quotidiano.”
“La grazia si basa su due pilastri: da una parte lo stato di salute del bambino, che è un dato di fatto, dall’altra il ‘pentimento’ e il cambiamento di vita di chi richiede la grazia. Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che ci sono ancora questioni da chiarire.
Non risultano certificazioni di diniego da parte degli ospedali citati nella richiesta di grazia presentata dagli avvocati della Minetti. Gli stessi legali, quando vengono interpellati, restano molto evasivi su questi aspetti. Al momento, rispetto a queste visite private, i professori citati non risultano reperibili e tutto ruota intorno alle dichiarazioni di Minetti e dei suoi avvocati.”
“In questo momento esiste un organigramma all’interno del Ministero della Giustizia che sta contribuendo a sfregiare l’idea stessa delle istituzioni.”