Incentivi ad avvocati per i rimpatri, è scontro sul ddl

Romina Caprera
Politica
21/04/2026

Fa discutere la proposta del bonus da 615 euro per gli avvocati che accompagnano i propri assistiti verso il rimpatrio volontario. Un emendamento che ha trovato lo stop del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che ora potrebbe essere rivisto. A intervenire sul tema è il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei, ai microfoni de Gli Inascoltabili.


Come spiegato dal senatore, l’intenzione resta quella di mantenere la misura, pur con possibili modifiche:

“C’è la volontà di correggere un emendamento che, secondo me, è giusto e superfluo da correggere. Tuttavia, se si ritiene opportuno farlo per rassicurare alcune categorie preoccupate, va bene. L’emendamento prevedeva un compenso di 615 euro per gli avvocati che accompagnano i loro clienti verso il rimpatrio.”


“Il decreto sicurezza verrà approvato alla Camera con tutte le norme per tutelare i cittadini: aumento delle pene per le aggressioni, per gli spacciatori, la stretta sui coltelli e sulle armi da taglio, soprattutto per i minori. È probabile che ci sarà un ulteriore provvedimento per modificare proprio l’aspetto del bonus.”


“La questione dei reati minorili è complessa e nessuno pensa di risolvere tutto con un disegno di legge o con l’inasprimento delle pene. Lo Stato interviene non solo con le sanzioni, perché i minori non finiscono in carcere, ma attraverso i servizi sociali e percorsi di recupero. È vero, però, che abbiamo un grosso problema e si sta ragionando anche sulla possibilità di limitare l’uso dei social o far entrare le forze di polizia nelle scuole con percorsi educativi.”


Come evidenziato da Lisei, la proposta del bonus nasce da una questione pratica legata alla professione forense:

“Io non sono ancora iscritto all’albo ma sono avvocato. Se nel mio studio si presenta uno straniero ho il dovere di illustrargli tutte le soluzioni, dall’espulsione al rimpatrio volontario assistito, che già esiste e prevede anche un sostegno economico per ricostruirsi una vita nel proprio Paese. Se faccio ricorso contro un’espulsione vengo pagato, se invece propongo il rimpatrio assistito non ricevo alcun compenso. Il bonus nasce proprio da questa disparità. Gli avvocati consigliano in base all’interesse dell’assistito, non a ciò che conviene a loro.”


Sul piano politico, il senatore rivendica la linea del governo:

“Saranno i cittadini a giudicare questo disegno di legge, non le opposizioni. Se le norme vengono ritenute giuste, credo che le opposizioni abbiano poco da dire. Io penso che la sinistra sbagli, perché non è vicina alle persone vittime di questi reati, mentre il governo Giorgia Meloni vuole stare in prima linea su questo tema.”


“I fenomeni criminali sono diversi tra loro. L’immigrazione incide, ma non per la società mista in sé: il problema è quando arrivano numeri troppo elevati. Se fai sbarcare centinaia di migliaia di persone che non possono costruirsi un futuro, è chiaro che si creano difficoltà. Per questo abbiamo ridotto gli sbarchi: con numeri più contenuti si può lavorare per garantire un percorso.”