28^ Giornata di Serie A: 10 giornate alla fine

Conclusa la 28^ giornata di campionato, si entra definitivamente nello sprint finale di stagione, con ancora 30 punti potenzialmente conquistabili tante cose possono ancora cambiare.
Apertissima la lotta Champions con Roma, Juve, Como e Atalanta pienamente coinvolte, difficile capire chi retrocederà perchè tolte Pisa e Verona che sembrano ormai condannate ci sono Cremonese, Lecce e ancora la Fiorentina che dovranno sudare fin o all'ultimo minuto di ogni partita.
E lì in alto, si riapre la lotta per il titolo?
Risultati della 28ª giornata – Serie A 2025/26
Venerdì 6 marzo
Napoli - Torino 2-1
Sabato 7 marzo
Cagliari - Como 1-2
Atalanta - Udinese 2-2
Juventus - Pisa 4-0
Domenica 8 marzo
Lecce - Cremonese 2-1
Bologna - Verona 1-2
Fiorentina - Parma 0-0
Genoa - Roma 2-1
Milan - Inter 1-0
Lunedì 9 marzo
Lazio - Sassuolo 2-1
Classifica Serie A alla 28ª giornata:
- Inter 67 pt
- Milan 60 pt
- Napoli 56 pt
- Como 51 pt
- Roma 51 pt
- Juventus 50 pt
- Atalanta 46 pt
- Bologna 39 pt
- Sassuolo 38 pt
- Lazio 37 pt
- Udinese 36 pt
- Parma 34 pt
- Genoa 30 pt
- Cagliari 30 pt
- Torino 30 pt
- Lecce 27 pt
- Fiorentina 25 pt
- Cremonese 24 pt
- Verona 18 pt
- Pisa 15 pt
Il Derby della Madonnina si tinge di rossonero: Estupiñán gela l'Inter e riapre la corsa Scudetto
Il verdetto di San Siro è netto e pesantissimo: il Milan batte l'Inter 1-0 nel posticipo della ventottesima giornata, infliggendo ai nerazzurri la prima sconfitta dopo otto vittorie consecutive e, soprattutto, riaprendo una lotta Scudetto che sembrava ormai archiviata. A decidere la stracittadina numero 246 è una fiammata di Pervis Estupiñán, l'eroe inatteso di una serata che sposta gli equilibri del campionato, portando i rossoneri a sette lunghezze dalla capolista. La partita inizia con un'Inter contratta, orfana dei suoi pilastri offensivi e incapace di trovare la solita fluidità di manovra a centrocampo. Il Milan di Massimiliano Allegri, invece, si presenta ordinato e cinico, consapevole dell'importanza vitale dei tre punti per la rincorsa al vertice. Il momento che spacca il match arriva al minuto 34: dopo un'occasione colossale fallita da Mkhitaryan a pochi passi da Maignan, il Milan ribalta l'azione con una ripartenza fulminea. Youssouf Fofana pennella un assist perfetto per l'inserimento di Estupiñán, che controlla e scaglia un sinistro potente sotto la traversa, lasciando Sommer immobile e facendo esplodere la sponda rossonera del Meazza.
Nella ripresa, l'Inter prova a reagire affidandosi ai cambi e cercando di alzare il baricentro, ma sbatte sistematicamente contro il muro eretto da Tomori e Pavlovic, monumentali nel chiudere ogni spazio. I nerazzurri premono con generosità ma creano poco, mentre il Milan punge in contropiede, sfiorando il raddoppio in più occasioni. Il finale è un concentrato di pura tensione e polemiche che infiammano gli animi. Al minuto 93, Carlos Augusto trova la via della rete sugli sviluppi di un corner, ma l'arbitro Doveri annulla immediatamente tra le vibranti proteste nerazzurre poiché il gioco non era stato ufficialmente ripreso. Pochi istanti dopo, proprio allo scadere, un colpo di testa di Dumfries impatta sul braccio di Samuele Ricci in area milanista, ma direttore di gara e sala VAR non ravvisano gli estremi per il penalty, sancendo la fine delle speranze interiste. Sotto il profilo critico, l'assenza dei titolarissimi ha messo a nudo i limiti di una rosa nerazzurra che fatica a pungere negli scontri diretti senza i suoi interpreti principali, mentre viene premiata la solidità tattica di un Milan capace di vincere entrambi i derby stagionali. L'Inter resta favorita per il titolo con un margine ancora rassicurante, ma questo stop interrompe una marcia che pareva trionfale e regala al finale di stagione un'incertezza che pochi avrebbero previsto solo una settimana fa.
Il Napoli consolida il 3° posto mentre rientrano tutti i titolarissimi
Il Napoli di Antonio Conte non sbaglia l'anticipo della ventottesima giornata e supera il Torino per 2-1 al Maradona, blindando il terzo posto e lanciando un segnale chiarissimo alle milanesi. La sfida si sblocca dopo appena sette minuti grazie a un'intuizione di Alisson Santos, che fulmina Paleari con un destro secco dal limite dell'area, permettendo agli azzurri di gestire i ritmi di gioco con una maturità tattica ormai consolidata. Nonostante un Torino volenteroso, la squadra di Roberto D'Aversa fatica a pungere negli ultimi trenta metri, complice l'attenzione maniacale di una difesa guidata da un Buongiorno in serata di grazia contro il suo passato. La ripresa vede il ritorno in campo di pedine fondamentali come Anguissa e De Bruyne, ma è Eljif Elmas a prendersi la scena al 68' con il gol della serata: una coordinazione perfetta in semi-rovesciata su assist di Politano che chiude virtualmente i conti e manda in estasi il pubblico napoletano. Sotto il profilo critico, la gestione della partita da parte di Conte è apparsa quasi impeccabile fino all'87', quando una disattenzione collettiva su calcio d'angolo ha permesso a Cesare Casadei di accorciare le distanze di testa, regalando un finale di sofferenza non necessario a una squadra che aveva dominato per ampi tratti. Sebbene il risultato non sia mai parso realmente in discussione, il calo di tensione finale resta l'unico neo in una prestazione che conferma la crescita esponenziale del gruppo azzurro, ora a quota 56 punti e sempre più padrone del proprio destino in zona Champions. Il Torino esce dal Maradona a testa alta ma con zero punti, pagando l'incapacità di reagire allo svantaggio iniziale e una produzione offensiva che, fino al guizzo finale di Casadei, è risultata troppo prevedibile per scardinare l'assetto difensivo partenopeo.
Como-Show: capitan Da Cunha trascina i suoi al 4°posto
Il Como di Cesc Fàbregas non smette di stupire e conquista tre punti d'oro all'Unipol Domus, superando il Cagliari per 2-1 e agganciando momentaneamente la Roma al quarto posto in piena zona Champions League. La sfida si accende subito al 14', quando un errore in fase di impostazione dei sardi permette a Nico Paz di innescare l'azione che porta al vantaggio lariano: la palla arriva a Martin Baturina che, dal limite dell'area, indovina l'angolino basso con un destro chirurgico che non lascia scampo a Caprile. Nonostante lo svantaggio, il Cagliari di Fabio Pisacane resta in partita e trova il meritato pareggio al 56' con Sebastiano Esposito, bravissimo a svettare di testa su un cross di Palestra e contro-cross di Obert.
Il match entra in una fase di grande equilibrio, sporcata però da accese polemiche per un'ammonizione comminata proprio a Esposito per una presunta simulazione che, a molti, è parsa invece un fallo solare al limite dell'area. Nel momento di massimo sforzo dei padroni di casa, sale in cattedra il capitano del Como, Lucas Da Cunha: al 76', il numero 33 riceve palla ai venti metri e scaglia un sinistro di controbalzo terrificante che si insacca sotto l'incrocio dei pali, siglando un gol di rara bellezza. Il finale è un assedio rossoblù, con Butez miracoloso nel negare il pareggio ad Adopo con un riflesso felino proprio allo scadere. La vittoria del Como certifica la maturità di una squadra che sa soffrire e colpire con la qualità dei singoli, mentre per il Cagliari resta il rammarico per una prestazione generosa vanificata da episodi contestati e dalla scarsa precisione sottoporta. Con questo successo i lariani salgono a quota 51 punti, trasformando quello che era un sogno stagionale in una solidissima realtà europea.
Sfida tra ex e contro-ex: De Rossi non guarda in faccia a nessuno e trova 3 punti d'oro
Il Genoa di Daniele De Rossi firma l'impresa della ventottesima giornata superando la Roma per 2-1 a Marassi e infliggendo un colpo durissimo alle ambizioni Champions della squadra di Gasperini. In un'atmosfera elettrica, il Grifone si dimostra cinico e organizzato, approfittando delle amnesie difensive giallorosse e di una gestione nervosa del match da parte degli ospiti. La gara si sblocca al 52' quando Junior Messias trasforma con freddezza un calcio di rigore concesso per un'ingenuità di Pellegrini su Ellertsson. La reazione della Roma è immediata e porta la firma di Evan Ndicka, che appena tre minuti dopo svetta di testa su azione d'angolo siglando il pareggio con il suo 3° gol consecutivo in campionato. Tuttavia, l'episodio che segna la rottura definitiva avviene al 58': la Roma trova il gol del sorpasso con Malen, ma la gioia viene strozzata dal VAR che annulla la rete per un fuorigioco dell’olandese. È il momento di massima tensione, con Gasperini furioso in panchina per la decisione e per un presunto rigore non concesso poco dopo su Koné.
Il Genoa non si lascia intimorire e, dopo aver rischiato di subire l'1-2, trova il guizzo vincente all'80' grazie al neo-entrato Vitinha, che deposita in rete un assist perfetto di Masini al termine di una splendida manovra corale avviata da Malinovskyi. Nel finale la Roma si riversa in attacco con la forza della disperazione, ma sbatte contro un Bijlow impeccabile e contro i propri limiti di lucidità, rischiando persino di incassare il tris in contropiede. Sotto il profilo critico, la sconfitta giallorossa evidenzia una fragilità emotiva preoccupante negli scontri diretti lontano dall'Olimpico, proprio mentre la corsa al quarto posto si fa spietata. De Rossi festeggia una vittoria dal sapore speciale contro il suo passato, dimostrando di aver trovato la chiave tattica per rivitalizzare un Genoa che ora vede la salvezza come un obiettivo concreto, mentre per la Roma questo stop inaspettato significa farsi agganciare dal Como e sentire il fiato sul collo di una Juventus in ripresa.
Poker bianconero contro un Pisa sempre più debole e ormai rassegnato
La Juventus di Luciano Spalletti travolge il Pisa con un perentorio 4-0, ritrovando una vittoria fondamentale per la corsa Champions proprio nel giorno del sessantasettesimo compleanno del suo allenatore. Dopo un primo tempo di sterile dominio bianconero, la partita si sblocca al 54' grazie a una percussione di Andrea Cambiaso, che riceve palla al limite e indovina un sinistro chirurgico che batte Nicolas nell'angolino. Il gol spezza l'equilibrio e permette alla Juventus di dilagare: al 65' arriva il raddoppio firmato da Khéphren Thuram, rapace nel ribadire in rete da pochi passi un pallone finito sul palo dopo una conclusione di Locatelli. Sotto il profilo critico, il Pisa di Hiljemark scompare letteralmente dal campo dopo lo svantaggio, evidenziando limiti tecnici e caratteriali preoccupanti.
Al 75' sale in cattedra Kenan Yildiz, che sigla il 3-0 con una giocata d'autore: dribbling secco sul difensore e destro a giro imparabile che manda i titoli di coda sul match. Nel finale c'è spazio anche per la gioia personale di Jérémie Boga, che al 93' sfrutta un contropiede magistrale condotto da Locatelli per depositare in rete il pallone del definitivo 4-0. Questa vittoria permette alla Juventus di portarsi a 50 punti, restando in scia al gruppo di testa, mentre il Pisa resta inchiodato in fondo alla classifica a quota 15, insieme al Verona. La solidità difensiva ritrovata e la qualità dei singoli hanno fatto la differenza in una sfida che, dopo il primo gol, non ha mai avuto storia, confermando come la Juventus stia lentamente ritrovando la propria identità tattica nel momento più delicato della stagione.
Scamacca la riprende ma la Dea perde punti
Il pareggio per 2-2 tra Atalanta e Udinese nella ventottesima giornata si è rivelata una girandola di emozioni che ha visto i friulani sfiorare il colpaccio esterno prima di subire la furiosa rimonta orobica. L'Udinese di Kosta Runjaic ha interpretato la gara con una personalità sorprendente, riuscendo a disinnescare il pressing di Palladino per quasi un'ora di gioco. Il vantaggio bianconero è arrivato al minuto 39 grazie a un'incornata perfetta di Thomas Kristensen, abile a svettare su un corner battuto magistralmente da Nicolò Zaniolo. Lo shock per i padroni di casa è raddoppiato al 55', quando Keinan Davis ha sfruttato un'incertezza difensiva per firmare il raddoppio con un sinistro chirurgico che sembrava aver messo in ghiaccio il risultato.
L'Atalanta ha pagato un approccio troppo leggero nelle marcature preventive, ma ha avuto il merito di non uscire mai mentalmente dal match, trascinata da un Gianluca Scamacca in stato di grazia. Il centravanti della Nazionale ha riaperto la contesa al 75' con un colpo di testa prepotente su assist di Nicola Zalewski, per poi completare la rimonta appena quattro minuti più tardi, al 79', approfittando di una respinta corta di Okoye per siglare la doppietta personale e il definitivo 2-2. Nonostante l'assalto finale dei nerazzurri, l'Udinese è riuscita a reggere l'urto, portando a casa un punto che sa di vittoria per il morale, mentre per l'Atalanta restano i rimpianti per una vittoria sfumata che avrebbe accorciato sensibilmente la distanza dal quarto posto del Como. Una gara che conferma il momento magico di Scamacca ma evidenzia anche le fragilità di una difesa, quella di Palladino, che fatica troppo a mantenere la porta inviolata contro avversari di metà classifica.
Le altre gare
Bologna-Verona: 1-2. Moto di orgoglio degli scaligeri che nonostante la difficilissima situazione di classifica provano a non abbandonare il sogno salvezza. Ancora tantissime difficoltà invece per i rossoblu di Italiano che non riescono a trovare continuità e in vista del doppio impegno europeo con la Roma non trovano il massimo del morale. A segno per il Bologna Rowe e poi decisivi per la rimonta le reti ospiti di Bowie e Frese.
Lazio-Sassuolo: 2-1. Prima gioia biancoceleste per Maldini, buona partita di Motta all’esordio tra i pali in Serie A e decisivo Marusic nel finale, nel mezzo il bel gol di Laurientè aveva riaperto il match. Sarri nonostante la felicità per la vittoria, invoca l’intervento della società per la situazione tifosi mentre il tifo organizzato sembra pronto a rientrare all’Olimpico ma solo per la sfida contro il Milan.
Fiorentina-Parma: 0-0. Continua il solidissimo percorso del Parma del “generale inverno” Carlos Cuesta mentre la Viola non ingrana ed esce tra i fischi del suo pubblico.
Lecce-Cremonese: 2-1. Decisiva la sfida vinta dalla squadra di Di Francesco che grazie alle reti di Pierotti e Stulic su rigore già nel primo tempo riesce ad indirizzare la partita e forse la salvezza contro una Cremonese ormai da tempo a secco di vittorie. Nel finale polemiche per un possibile rigore non assegnato ai grigiorossi di Nicola che adesso rischiano tantissimo.
Emanuele Saponara