Becca, il “Driblossi” uscito dalla penna di Gianni Brera

Lorenzo Villanetti
Sport
06/05/2026

È morto a 69 anni Evaristo Beccalossi, ex numero 10 dell’Inter. Nato a Brescia il 12 maggio 1956, aveva iniziato la carriera con il club della sua città prima di passare all’Inter nel 1978. In nerazzurro ha giocato fino al 1984, con 216 presenze e 37 gol tra campionato e coppe. Ha vinto lo scudetto 1979-80 e la Coppa Italia 1981-82, raggiungendo anche la semifinale di Coppa dei Campioni 1980-81. Dopo la Sampdoria, ha chiuso la carriera tra Monza, Barletta e Pordenone nel 1991.


Beccalossi è morto nella notte tra martedì e mercoledì alla clinica Poliambulanza di Brescia, dopo le complicazioni legate a un’emorragia cerebrale avvenuta a gennaio 2025. Negli ultimi anni aveva lavorato come opinionista televisivo ed era stato capo delegazione delle giovanili della FIGC.


Il ricordo dell’Inter


“Ci sembra impossibile. Nelle pieghe dei ricordi e nella vita di tutti i giorni, Evaristo era sempre uno di noi. Ineffabile, come i suoi dribbling, unico, come il suo modo di trattare il pallone. È un dono, al massimo lo si alleva, con la testardaggine di chi è destro di piede e fin da bambino allena il sinistro nel garage di casa fino a diventare mancino, ambidestro, praticamente onnipotente con entrambi i piedi. Quello di Evaristo Beccalossi era limpido, abbagliante, in contrasto con una continuità di rendimento che a volte veniva meno nel corso delle partite ma che, sempre, gli veniva perdonata, dai compagni e dai tifosi.


“Driblossi”


Fantasista: precisamente, Beccalossi. Gianni Brera lo aveva ribattezzato ‘Driblossi’. L’arte di dribblare, di saltare gli avversari: azzardi sfrontati, quasi sempre riusciti, con leggerezza. Il bello del calcio il modo più romantico per far innamorare i tifosi. Lui non giocava con il pallone, era il pallone che giocava con lui. Lui non lo calciava, l’accarezzava riempiendolo di coccole”.