Coppa d'Africa: come funziona e cosa cambia in Serie A

Ma cos'è esattamente questa competizione che, ogni due anni, accende la passione di un intero continente e tiene col fiato sospeso i direttori sportivi di mezza Europa?
La Coppa delle Nazioni Africane (ufficialmente CAF Africa Cup of Nations, o semplicemente AFCON) è il più prestigioso torneo calcistico per squadre nazionali del continente africano. Organizzata dalla Confédération Africaine de Football (CAF), la manifestazione non assegna solo il titolo di "Campione d'Africa", ma rappresenta una vetrina fondamentale per i talenti emergenti e una questione di orgoglio nazionale viscerale per i paesi partecipanti.
Quella che sta per iniziare sarà un'edizione storica, segnata dalla particolare collocazione invernale a cavallo tra due anni, una scelta dettata dalla necessità di armonizzare il calendario internazionale sempre più fitto.
La Formula del Torneo
Il paese ospitante sarà il Marocco che non vince da più di 50 anni ma quest’anno sarà la grande favorita.
Il format della competizione è ormai consolidato e prevede la partecipazione di 24 squadre, suddivise inizialmente in 6 gironi da 4 nazionali ciascuno. Ecco come si svilupperà il percorso verso la finale:
Fase a Gironi: Ogni squadra affronta le avversarie del proprio gruppo in gare di sola andata.
Qualificazione agli Ottavi: Accedono alla fase successiva le prime due classificate di ogni girone, più le quattro migliori terze. Questo sistema garantisce partite combattute fino all'ultimo minuto dell'ultima giornata, riducendo al minimo le gare senza significato.
Fase a Eliminazione Diretta: Dagli ottavi di finale in poi, si procede con gare secche. In caso di parità al 90', sono previsti tempi supplementari ed eventuali calci di rigore. Il tabellone prosegue poi con quarti, semifinali e le due finali (quella per il 3° posto e la finalissima).
Un calendario serrato: sprint verso il 18 gennaio
Come anticipato, l'impatto sulla Serie A sarà significativo proprio a causa della densità del calendario. Il torneo si svolge in un arco temporale di circa un mese, richiedendo agli atleti uno sforzo fisico notevole, spesso in condizioni climatiche diverse da quelle europee.
La gara inaugurale si giocherà a Rabat il 21 dicembre alle ore 20.00 e vedrà in scena l’ospitante Marocco affrontare la selezione delle Isole Comore. La competizione si aprirà quindi con la fase a gironi che occuperà le ultime due settimane di dicembre. Chi sopravviverà a questa prima scrematura si giocherà il tutto per tutto a gennaio:
Ottavi e Quarti: Primi di gennaio.
Semifinali: Seconda settimana di gennaio.
Finale: 18 gennaio.
Perché è un torneo unico
La Coppa d'Africa è nota per il suo livello di imprevedibilità. A differenza di altri tornei continentali dove le gerarchie sono spesso rigide, in Africa le sorprese sono all'ordine del giorno. Squadre storicamente "piccole" come Capo Verde o Guinea Equatoriale hanno dimostrato nelle recenti edizioni di poter mettere in difficoltà giganti come Egitto, Senegal o Nigeria.
Per i club di Serie A, il torneo rappresenta un'arma a doppio taglio: da un lato c'è il rischio di infortuni e l'assenza prolungata di titolari inamovibili; dall'altro, c'è la possibilità che i propri giocatori tornino galvanizzati da un'esperienza internazionale di alto livello, o addirittura con il trofeo in mano, portando mentalità vincente nello spogliatoio per il rush finale del campionato.
Allarme Rosso in Serie A: Chi paga il prezzo più alto?
Se per i tifosi la Coppa d'Africa è uno spettacolo, per gli allenatori può trasformarsi in un incubo tattico. Analizzando le convocazioni, emerge chiaramente come il peso delle assenze non sia distribuito equamente.
I calciatori convocati per la prossima Coppa d'Africa si aggregheranno alle rispettive nazionali a partire da lunedì 15 dicembre, dopo la 15ª giornata di Serie A. Le partite di campionato che salteranno vanno da un minimo di 3 a un massimo di 6-7, a seconda di quanto andrà avanti la loro nazionale nel torneo: le gare saltate saranno 3 in caso di eliminazione già nella fase a gironi (che termina intorno al 29 dicembre), 4-5 in caso di uscita negli ottavi o nei quarti di finale, 5-6 con sconfitta in semifinale e infine 6-7 partite (fino alla 22ª giornata) qualora giocassero la finale del 18 gennaio.
Il dramma delle "piccole": Lecce e Udinese in emergenza
È nella zona medio-bassa della classifica che il torneo rischia di falsare gli equilibri.
Lecce: I salentini sono la squadra più colpita numericamente e strutturalmente. Perdere Gaspar significa togliere il pilastro della difesa, mentre le assenze di Coulibaly in mediana e della coppia Banda-N'Dri sulle fasce privano la squadra di quasi tutto il suo potenziale di ripartenza e velocità. Il mese di gennaio sarà un vero test di sopravvivenza.
Udinese: Anche i friulani perdono quattro pedine. L'assenza di Zemura toglie spinta sulla corsia mancina, mentre le partenze di Bayo, Gueye e Modesto accorciano drasticamente le rotazioni. Per una squadra che fa della fisicità la sua arma, perdere centimetri e muscoli è un colpo durissimo.
La tegola qualità: Atalanta e il vuoto Lookman
Se Lecce e Udinese perdono quantità, l'Atalanta perde l'imprevedibilità pura. L'assenza di Ademola Lookman (Nigeria) è forse la più pesante dell'intero campionato per peso specifico. Il nigeriano è l'uomo che spacca le partite; senza di lui, Palladino dovrà chiedere gli straordinari a De Ketelaere, sperando che non incappi in cali di forma. Anche l'assenza di Kossounou (Costa d'Avorio) non è banale, riducendo le opzioni in una difesa che gioca uomo su uomo a tutto campo.
Roma e Lazio: buchi mirati
Nella Capitale, le assenze sono poche ma chirurgiche.
Roma: Gasperini perde Ndicka (Costa d'Avorio) , il leader silenzioso della difesa. Sostituirlo richiederà adattamenti che potrebbero destabilizzare il fin qui ben organizzato reparto arretrato. Partirà anche El Aynaoui (Marocco), che finalmente stava iniziando a esprimere le sue qualità.
Lazio: Sarri dovrà rinunciare a Dele-Bashiru (Nigeria) e Dia (Senegal). Sebbene ci siano alternative e nonostante non siano due giocatori per i quali il tecnico impazzisce, vedere così accorciata la rosa non fa bene. Non convocato invece Belahyane (Marocco).
Il vantaggio delle "Grandi"
Il dato più clamoroso, però, è quello delle assenze nulle. Inter, Juventus, Milan e Napoli (complice l'infortunio di Anguissa) non prestano giocatori al torneo. Questo crea una "disparità competitiva" enorme: mentre le inseguitrici o le squadre di metà classifica arrancano con rose ridotte, le big potranno affrontare il cruciale mese di gennaio a pieno organico, spingendo sull'acceleratore per lo Scudetto o la zona Champions.
Le Favorite d'Africa: Lo sguardo "Italiano"
Guardando le rose delle nazionali attraverso la lente della Serie A, possiamo individuare chi ha le carte in regola per arrivare fino in fondo al 18 gennaio.
La Nigeria: Potenza di fuoco
Le "Super Eagles" si presentano con un attacco che parla italiano. Ovviamente l’ex Napoli Osimhen che insieme ad Ademola Lookman sono le stelle polari della squadra: quest’ultimo dopo le prestazioni europee con la Dea, è atteso come uno dei possibili MVP del torneo. A centrocampo, la fisicità di Dele-Bashiru e la freschezza del giovane Akinsanmiro (Pisa) offrono dinamismo. Se la Nigeria trova equilibrio difensivo, è la squadra da battere nonostante una sciagurata uscita anticipata dal mondiale 2026.
Il Senegal: Una colonia della Serie A
I "Leoni della Teranga" attingono a piene mani dal nostro campionato, specialmente per la profondità della rosa. Con Dia a guidare l'attacco, supportato dalla fame di giovani come Diao (Como) e Faye (Cremonese), il Senegal ha mixato esperienza e talento emergente. È una squadra solida, quadrata, abituata a vincere.
Costa d'Avorio: Il muro difensivo
I padroni di casa dell'ultima edizione, nonché vincitori in carica della competizione, puntano sulla solidità "romana" e "bergamasca". La coppia difensiva o le rotazioni che includono Ndicka e Kossounou garantiscono una protezione che poche altre nazionali possono vantare. Se non subisci gol, in tornei a eliminazione diretta sei già a metà dell'opera.
La mina vagante: L'Angola
Attenzione alle "Antilopi Nere". Con un attacco che può schierare Luvumbo (Cagliari) e Nzola (Pisa), hanno la velocità e la forza fisica per mettere in crisi le difese più strutturate. Aggiungendo la solidità di Gaspar (Lecce) dietro, l'Angola si candida come la classica sorpresa capace di eliminare una big agli ottavi o ai quarti, diventando l'incubo dei fantallenatori italiani che speravano in un rientro anticipato dei loro giocatori.
In sintesi: Gennaio sarà il mese della verità. Mentre la Serie A vivrà un campionato a due velocità (le big al completo contro le altre decimate), in Africa i nostri "italiani" saranno protagonisti assoluti. Chi tornerà vincitore porterà entusiasmo, ma chi tornerà stanco potrebbe pagare dazio fino a primavera.
Tutti i calciatori della Serie A convocati per la Coppa d'Africa
Di seguito la lista completa di tutti i giocatori del nostro campionato convocati dalle rispettive nazionali:
Atalanta: Kossounou (Costa d'Avorio), Lookman (Nigeria)
Bologna: nessuno
Cagliari: Liteta (Zambia), Luvumbo (Angola)
Como: Diao (Senegal)
Cremonese: Faye (Senegal)
Fiorentina: nessuno
Genoa: Onana (Camerun)
Inter: nessuno
Juventus: nessuno
Lazio: Dele-Bashiru (Nigeria), Dia (Senegal)
Lecce: Gaspar (Angola), N'Dri (Costa d'Avorio), Coulibaly (Mali), Banda (Zambia)
Milan: nessuno
Napoli: nessuno, Anguissa infortunato salta la manifestazione
Parma: Ndiaye (Senegal)
Pisa: Akinsanmiro (Nigeria), Leris (Algeria), Nzola (Angola)
Roma: Ndicka (Costa d'Avorio), El Aynaoui (Marocco)
Sassuolo: Coulibaly (Mali)
Torino: Coco (Guinea Equatoriale), Masina (Marocco)
Udinese: Zemura (Zimbabwe), Bayo (Costa d'Avorio), Gueye (Senegal), Modesto (Angola)
Verona: Belghali (Algeria), Niasse (Senegal)
Emanuele Saponara